Le PMI, la crisi, gli imprenditori e il marketing

Le PMI italiane, che spesso eccellono per la qualità dei prodotti e servizi offerti, oggi devono affrontare in modo creativo ed innovativo problemi quali:

il calo dei consumi interni;
la difficoltà di accesso al credito;
una moneta, l’euro, che rende le PMI meno competitive rispetto al passato nelle esportazioni;
una burocrazia e un livello di imposizione fiscale eccessivo.

Il capitale umano resta la risorsa più importante che le imprese italiane devono e possono utilizzare per uscire dalla crisi. Le PMI italiane possono e devono sfruttarne:

l’esperienza accumulata nel tempo,
e le nuove tecniche di commercializzazione, i nuovi mezzi di comunicazione digitale e l’immensa quantità di dati provenienti dal web (sito internet, social network, ecc).

Gli imprenditori ed i manager non devono aver paura di sperimentare, abbandonare strategie che hanno portato al successo in passato per adottare nuovi metodi di commercializzazione.

Per capire come uscire dalla crisi gli imprenditori ed i manager devono porsi alcune domande riguardanti la strategia stessa dell’impresa:

Dove vogliamo che la nostra impresa si trovi tra 5 anni?
Come sta cambiando il mercato nel quale operiamo?
Quali sono i punti di forza e di debolezza della nostra impresa?

Sebbene queste possano sembrare domande teoriche, per le quali gli imprenditori non hanno tempo da perdere in quanto focalizzati negli obiettivi di breve periodo, la riflessione che ne è alla base è semplice:

Se non so dove sto andando, come saprò quando sarò arrivato?

Dopo aver risposto a queste domande, gli imprenditori potranno definire un piano di marketing. Con questo non voglio suggerire ai dirigenti delle PMI d’improvvisarsi “bricoleur” del marketing, ma avere le idee chiare permette di sapere cosa delegare e a chi.

Una strategia di marketing non può limitarsi a contenere i costi, come emerge da un articolo pubblicato su MyMarketing.net, ma riguarda, anche, la decisione di diversificare l’attività di un impresa, di entrare in un nuovo mercato geografico, di utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione per raggiungere i clienti attuali e potenziali. Lo sviluppo del piano marketing non finisce con la creazione di una brochure o di un sito internet. Un piano marketing va seguito, ne vanno misurati i risultati e prese le misure correttive laddove ne fosse necessario. Laddove non fosse possibile sviluppare internamente, tutto o una parte, del piano marketing definito è possibile rivolgersi a consulenti, web agency o agenzie di comunicazione a seconda degli obiettivi fissati.

Credo che queste siano le basi che gli imprenditori non dovrebbero dimenticare e dalle quali partire per uscire della crisi.

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